Amnesie e allucinazioni mattutine

Scendo dal primo treno della mattina e, visto che è stranamente in orario, posso impiegare parte dei minuti che mancano alla partenza del secondo per prendermi un caffè. Mentre percorro il breve tragitto tra il binario e il bar della stazione, ancora tra il sonno, mi accorgo di una donna che, fissandomi, si sta dirigendo verso di me, sorridendo.

Il viso ha qualcosa di vagamente familiare, ma non lo riconosco, non riesco a ricollegarlo a un nome o a un evento, insomma, non so proprio chi sia. Mentre si avvicina, la sento pronunciare un allegro “Buongiorno!”.

Sono sempre più in crisi, che sia una vecchia compagna di scuola? Oppure, magari, dell’università? O la commessa di un negozio dove di recente ho comprato qualcosa? Niente. Buio completo. “Eccoci!” penso, “Questa è proprio una bella amnesia, sintomo di vecchiaia incipiente…”. Inizio a preoccuparmi seriamente, deve essere colpa dello stress, sto lavorando davvero troppo in questo periodo, intanto continuo a rovistare nei cassetti della memoria, tra i file del mio hard disk.

Ormai è vicina, sto per rispondere al suo saluto con un altro sorridente, anche se un po’ disorientato “Buongiorno” (non posso mica passare da maleducata o da smemorata), quando il suo sguardo si sposta verso i binari dietro di me. La donna continua a sorridere e parlare, mi raggiunge e mi oltrepassa. Guardando meglio, vedo spuntare, tra i capelli e il foulard, il filo di una cuffia, collegata a un cellulare.

Tiro un sospiro di sollievo, in realtà stava soltanto chiamando qualcuno al telefono utilizzando un auricolare e casualmente aveva guardato nella mia direzione, il suo saluto non era diretto a me! E` effettivamente una perfetta sconosciuta. Menomale, non sono impazzita e non ho perso la memoria (almeno per ora)!