Natale pendolare #21

Decorazioni natalizie a tema sull’albero pendolare 🙂

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Si riparte?

La sveglia. La macchinetta per fare i biglietti rotta. La coda alla biglietteria. La macchinetta per la convalida dei biglietti rotta. L’annuncio dell’arrivo del treno. La corsa su per le scale del sottopasso. La ricerca del capotreno per la convalida del biglietto. Il finale del libro iniziato sulla spiaggia. Il caffè nella stazione di cambio treno. Le chiacchiere al bancone. “Dove sei stata in ferie?”. “In Sicilia, abbiamo fatto un bel giro”. Un minuto – il tempo del caffè – di mare, ristoranti buoni, Barocco, Magna Grecia, caldo, bed and breakfast convenienti, l’anno prossimo ci ritorno. “Noi siamo stati a Ibiza, invece”. Ancora racconti. L’annuncio dell’arrivo del secondo treno. L’aria condizionata guasta. L’inizio del nuovo libro, il primo dopo la pausa estiva. Il treno che rallenta. L’arrivo in stazione. La scala mobile per risalire in centro rotta. L’ufficio. Le email. Le riunioni, i progetti, gli avanzamenti. L’agenda che inizia a riempirsi. Il mal di testa che già si riaffaccia. Il ritorno. La scala mobile ancora rotta, ma in discesa è meno importante. L’uscita dal sottopassaggio sbagliata. Il gruppetto di pendolari che parlottano tra loro, tutti contenti e abbronzati. “Quando sei rientrato?”. “Io oggi, tu invece?”. “Io la scorsa settimana”. Il controllo del biglietto. Il treno che si ferma nella stazioncina deserta per scambiarsi con quello che arriva nella direzione opposta. La collinetta di fronte alla stazione, più brulla di come l’avevo lasciata prima delle ferie. Altri racconti di vacanze. Altre spiagge, altri mari, altre gite, altri bed and breakfast convenienti. La Sicilia e la Croazia sono le mete più gettonate, quest’anno, tra i miei compagni di viaggio. “Io sono stato a vedere l’Expo”. “Ne vale la pena?”. “Mah, c’è da fare un sacco di coda”. L’aria condizionata rotta, ma nella carrozza più avanti funziona. “Spostiamoci, allora, che qui si muore di caldo”. Il dondolio che mi mette sonno, ma devo resistere: non mi piace dormire sul treno. Le pagine del libro. I girasoli, ormai grigiognoli e rinsecchiti con la testa china. Sono passati i giorni in cui rincorrevano il sole, pieni di forza e di colore. In fondo, mi sento un po’ come loro. L’arrivo nella stazione di cambio. L’attesa del secondo treno. Speriamo che sia puntuale.

Tutto è cambiato, tutto è rimasto com’era.

Si riparte.

2015-02-16 07.11.20-2

Piedi pendolari

Ragazzi, state calmi, lo so, lo so, sono stanca anche io. Avete ragione, io posso muovermi liberamente, mentre voi siete lì, chiusi, legati stretti stretti da quegli scomodi lacci. Ma abbiate pazienza, siamo quasi arrivati a casa, appena passata la porta vi libero, prometto! Vi prometto anche che domani non ripeterò l’errore di oggi, non vi costringerò in quello spazio così scomodo e angusto. Ho commesso un errore, stamani, un peccato di vanità, lo ammetto. Mi piacevano troppo i sandali con la zeppa che ho comprato domenica e non ho resistito, stamani all’ultimo momento, li ho indossati. Pensavo fossero comodi, quando li ho provati, nel negozio. Ma non avevo considerato che oggi sarei stata troppo seduta, e poi troppo in piedi, e avrei anche camminato, sotto il sole cocente di inizio estate. E adesso che la giornata è finita e siamo finalmente sul treno, sulla via di casa, voi due siete lì, doloranti, con due belle vesciche che fanno un male terribile. Va bene, provo a cambiare posizione, a ruotare le caviglie, a stringere e rilasciare le dita, ma, vi avverto, il sollievo è solo temporaneo, lo so per esperienza.
Come dite? Dove? Sotto quale sedile? Ah quello là, più avanti? Sì, effettivamente quel paio d’infradito abbandonate lì sotto da quella ragazza che sta dormendo con la guida turistica in mano è proprio carino… e anche comodo! Ah, se li avessi avuti anche io ora non sareste ridotti così.
Ce l’avete con me, ora? Avreste voluto essere i piedi di quella ragazza invece che i miei? Siete proprio sicuri? Chissà quanti chilometri hanno fatto, oggi, sotto il sole! Chissà quanto sono stati fermi, in piedi, in coda per entrare in un museo!
Dai, non brontolate troppo, magari appena andiamo in vacanza ve ne compro un paio: li ho visti nella vetrina di un negozio poco fa, mentre tornavo al treno, mi piacciono proprio tanto e penso che andremo a provarli, la prossima settimana!
Ma li indosseremo solo in vacanza, non insistete troppo, dai, dovremo aspettare ancora almeno un mesetto, No, ancora no, non si può: non mi posso mica presentare in ufficio con le ciabattine da spiaggia, dai.
No, adesso non me li tolgo, i sandali, è inutile che vi lamentiate. Lo so che stareste meglio, anche io avrei sollievo, ma non ci riesco, non è nelle mie corde, lo sapete! Sì, è vero, lo fanno in molti, ma io no, va bene? Mi dispiace per voi, ragazzi, ma sono fatta così, smettetela di brontolare! E poi, i piedi nudi sul sedile di fronte, no, ragazzi, assolutamente no, quello non ve lo posso concedere, né ora né in vacanza, su questo non transigo proprio. Mi dispiace, quello non si fa, senza se e senza ma!

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Vacanze!

Nonostante l’inaspettata e antipatica intrusione di novembre, che ha preteso di prendere il posto di luglio quest’anno, alla fine siamo arrivati anche ad agosto. Un buon mese per me, se non altro perché non pago l’abbonamento del treno. E, se tutto va bene, mi riposerò anche un po’, almeno spero. Non troppo però: ho un sacco di cose da fare in casa che sono rimaste indietro. E poi ho i “compiti delle vacanze” che ogni anno mi porto dal lavoro, perché senza “to do list” non mi sento a mio agio (ma so già che  difficilmente la porterò in fondo :D). E magari, vorrei anche a risistemare gli appunti incasinati del mio inseparabile quadernino e a trasformarli in qualche post che proporrò prossimamente qui.

Per oggi  comunque preparo soltanto la valigia e parto… buone vacanze! 🙂

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