Sogni d’oro

Mi sono un po’ spaventata quando li ho visti salire tutti insieme in treno: un’allegra combriccola composta da una quindicina di studenti americani in gita. Hanno invaso la carrozza solitamente semivuota e silenziosa a quest’ora, con le loro risate sguaiate, i selfie con faccine ridicole, i pantaloni con grandi strappi sulle ginocchia, da brividi con questo freddo. Poi, inaspettatamente, le risate sono diradate, le chiacchiere assopite, le schiene incurvate: uno per volta tutti i giovani si sono appisolati, disattivati. Tutti con le cuffiette nelle orecchie collegate ai rispettivi telefonini. Chissà cosa ascoltano, ho pensato, probabilmente una canzone di quelle che piacciono agli adolescenti di oggi, con un bel sottofondo di “tunz tunz” e un articolato monologo rap, ma forse, visto l’effetto collettivo, potrebbe essere anche la ninna nanna di Brahms…

ninnananna

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