The body scanner

 

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Devono aver aumentato i controlli di sicurezza nelle stazioni, ho pensato questo pomeriggio, quando sono arrivata sulla banchina del terzo binario, da dove parte, alle 17.19, il treno che mi riporta  a casa. Perché quello che ho trovato lì, davanti a me, appena fuori dal sottopassaggio, non può che essere un moderno body scanner, ultimo ritrovato delle più avanzate ricerche nel campo della bionica e della cibernetica.

Il suo aspetto non è certo quello dei dispositivi a cui siamo abituati negli aeroporti, per camuffarsi e non dare nell’occhio, ha le fattezze di un comune viaggiatore: un giovanotto alto, jeans sapientemente consunti, camicia azzurra a righe, moderna borsa da ufficio, folti e scuri capelli ricci, occhialoni da sole, sigaretta e telefonino all’orecchio.

La sua posa, leggermente asimmetrica, il braccio destro mollemente disteso lungo il fianco con la sigaretta tra le dita, quello sinistro piegato per reggere il telefonino, mi ricorda il mio illustre concittadino che scruta i suoi visitatori dall’alto del piedistallo in Piazza della Signoria. Bè devo dire che a differenza sua, il nostro personaggio di oggi ha un fisico un pochino più rilassato e soprattutto è vestito.

Come dicevo, il soggetto in questione non è un comune viaggiatore ma un sofisticato dispositivo di sorveglianza posto lungo i binari. Deve essere ancora un prototipo, dato che i suoi controlli non sono uniformi, ma rigorosamente selettivi. L’oggetto delle sue scansioni è costituito esclusivamente da individui di sesso femminile, nella fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con conformazione fisica che rispetti precisi canoni di proporzione. L’abbigliamento troppo ingombrante deve interferire con le sue indagini, per cui i soggetti troppo vestiti, con indumenti larghi e coprenti, vengono liquidati con un’analisi sommaria. Come potete immaginare, anche dal retrogusto acidulo di questo post, io sono ormai fuori dal suo target.

Ha un sacco da fare in questi giorni, dato che sono ricominciate le scuole, stanno per partire i corsi all’università e la stagione ancora buona attira un bel numero di turiste. Una volta individuato il soggetto, inizia il processo di scansione, che parte dai piedi e risale, soffermandosi nella zona dei fianchi e del seno, per proseguire fino alla testa e scendere di nuovo. Manca solo il tipico “bzzzz” dei dispositivi elettromeccanici per lo spostamento della testa del sensore. In alcuni casi particolari, tipicamente in soggetti abbigliati con shorts o minigonna e magliettina aderente, per migliorare il processo di acquisizione dell’immagine tridimensionale, abbassa gli occhiali sul naso e accompagna l’operazione con una smorfia soddisfatta della bocca.

Pochi secondi prima della partenza del treno getta la sigaretta, sale sulla carrozza, si siede, prende un paio di cuffie dalla borsa, le collega al telefonino, tocca lo schermo tre o quattro volte e si addormenta… pardon, si disattiva..

 

 

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10 thoughts on “The body scanner

  1. dimentichi di dire che gli vengono le bavette.,.. ah no, sono leggere perdite di olio agli ingranaggi. del sofisticatissimo cervello elettronico che si ritrova.
    😉 non ti crucciare e fai altrettanto anche tu, per poi liquidarlo con un sorrisetto di scherno. vedi come si inacidisce anche lui poi!

  2. Anche da noi li hanno istallati, ma sono vecchi modelli, meno atletici e con un aspetto più maturo, indubbiamente per rassicurare i passeggeri. Il vantaggio di questi modelli è che scansionano anche individui femmina oktre i 35. Posso addirittura arrivare ai 45.

  3. Pingback: the body scanner – rebloggo | trenodopotreno

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