Piccoli campioni sul treno

Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita, di pallone, perché, perché, qualche volta non ci porti pure me.
Marco sta guardando la partita su SKY, allora io che faccio? Scrivo un post sul calcio!
Perché tra i tanti miei compagni di viaggio due pomeriggi la settimana ci sono cinque o sei ragazzini appena entrati nel mondo dell’adolescenza che tornano dagli allenamenti di calcio.
Questi compagni di viaggio sono particolarmente invasivi dal punto di vista acustico. Sono in quel periodo della vita in cui la voce sta cambiando e se uno l’analizzasse potrebbe osservare un contenuto di frequenze che va dalle note acutissime del soprano leggero a quelle profonde del baritono.  E poi hanno tanto da discutere sull’allenamento, sulle decisioni del mister, sulla prossima partita… L’aspirante attaccante del gruppetto racconta con enfasi come è riuscito a scartare sulla fascia, evitando i difensori della squadra avversaria. Per spiegare meglio ai compagni mima l’azione al rallentatore nel corridoio della carrozza, dando anche una pedata alla borsa di un’ignara signora.
Inizialmente sono infastidita da questa invasione rumorosa, vorrei riposarmi dopo la giornata di lavoro e leggere un po’ in santa pace. Però dopo un po’ inizio a divertirmi ad ascoltarli, mi mettono allegria. I loro discorsi non sembrano da adolescenti, sembrano uscire piuttosto da campioni consumati ed esperti. Stanno parlando della partitella della domenica mattina come se fosse la finale della Champions League. E poi, dopo un po’ che li ascolto, vengo risucchiata in un imbuto temporale e mi ritrovo alla loro età, quando ancora il pomeriggio guardavo “Bim Bum Bam”, condotto da Paolo Bonolis, e a uno dei miei cartoni preferiti che, nonostante che del calcio non me ne fregasse un granché, era “Holly e Benji”. Chi se li ricorda? Il mitico Holly, che giocava nella New Team, contro squadre agguerrite, partite interminabili in campi da gioco dalla geometria non propriamente euclidea. La palla che colpita dal possente piede di Holly, perdeva la forma sferica e diventava una specie di fagiolo vorticante. Il suo acerrimo avversario, Mark Lenders, allenato a bastonate da un mister senza scrupoli  e pure ubriacone, che con una pallonata riusciva a spezzare i pali della porta , Julian Ross, poverino, che pur soffrendo di cuore, veniva sempre mandato in campo e dopo un po’ ad ogni partita si accasciava per terra sofferente. Ma soprattutto, la mitica catapulta infernale, l’azione irresistibile dei famosi gemelli Derrick, che poteva essere bloccata solo se un difensore si arrampicava sulla traversa della porta…
Questi ricordi adolescenziali mi accompagnano per il resto del viaggio. Ad un certo punto il treno rallenta e i ragazzini, sempre in modo rumoroso e confusionario, scendono. Nella carrozza ritorna la pace, tornata a casa mi vado a riguardare su youtube le scene più belle del cartone della mia gioventù.

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