Treno noir

Estate, tempo di spiagge, di libri sotto l’ombrellone. Di solito in questa stagione preferisco leggere gialli e noir, sperando che i brividi e i colpi di scena mi aiutino a sostenere meglio il caldo torrido, che, come ormai ho detto e ridetto, non tollero molto bene.
Uno dei miei autori preferiti di questo genere e` Carlo Lucarelli, mi piace molto il suo stile asciutto e il clima di suspance che riesce a creare anche descrivendo situazioni apparentemente “normali”.
Allora oggi, per gioco, o, se volete, come esercizio di stile, provo a scrivere un racconto pendolare cercando di imitarlo.
Vabbe`, cominciamo…

Questa storia parla di un treno. Ma non di un treno qualsiasi. Uno di quei treni da cui vorresti scendere, subito. Un treno affollato, che puzza di sudore, pieno di personaggi, ognuno  con i suoi segreti. Piccoli? Banali? Inutili? Comunque, segreti.
Un uomo, sul binario, attrae la mia attenzione. Porta un cappello, con la tesa larga. Un Panama. Ai suoi piedi una ventiquattrore sdrucita. L’abbigliamento da “uomo del monte” tradisce la sua origine. Il sigaro che porta in bocca svela qualcosa di lui. Qual’e` la sua storia? Qual’e` il suo segreto? Ci torneremo dopo.
Poco più in la`, una donna, di colore. Un vestito elegante su due gambe da gazzella. Ad un tratto, sobbalza. Una vibrazione, dalla sua borsa, la spaventa. Risponde nervosamente. Un dialogo concitato in una lingua che non conosco. Chiusa la comunicazione, si allontana con passo svelto lungo il binario. Chissà quale sarà il motivo che l’ha distratta dalla sua attesa. Dove starà andando così di fretta? Lo scopriremo presto.
L’uomo col Panama sbuffa e guarda continuamente l’orologio. Sembra che stia aspettando qualcuno o qualcosa e che quella borsa, ai suoi piedi, sia diventata, ad un tratto, rovente.
La voce elettronica dall’altoparlante annuncia un cambio di binario. L’uomo guarda in alto, in una direzione indefinita. Poi, con uno scatto, raccoglie la borsa e si muove veloce.
La donna accelera il passo verso l’uscita. Sa che ha poco tempo. Sa che ha solo un’occasione per fare quello che deve fare. Non può sbagliare, e lo sa.
L’uomo del monte schiva la folla con sicurezza, attraversa la linea gialla e attraversa i binari. Il Panama gli vola via e finisce sotto il carrello di un treno merci, apparentemente abbandonato.
La donna si volta, per un attimo solo, indietro. L’unica cosa che vede e` l’uomo, che le rovina addosso. Un lampo. Un flash. Gli occhi d’ebano di lei incrociano per un istanti quelli gelidi e cattivi di lui. Nell’urto lei cade di lato, lui cade in avanti e perde la valigetta. Che si apre e rivela al mondo il suo segreto: protesi dentali.
La donna si rialza, zoppicando. Aggredisce l’uomo. Gli urla che adesso sicuramente perdera` il suo treno. Doveva tornare in ufficio per prendere le chiavi di casa, l’aveva avvertita la collega per telefono, e sicuramente adesso non farà in tempo.
Questa e` la storia di un treno. Di quei treni che si fanno sempre aspettare, che arrivano nell’istante in cui hai abbassato la guardia e che all’ultimo momento cambiano binario. Un po’ come la vita, un po’ come i colpi di fortuna.

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