Dove vorranno andare?

Oggi propongo un post un po’ visionario… Sarà mica colpa del caldo?

Fa già caldo di prima mattina, oggi, Minosse si è alzato presto stamani. All’orizzonte l’aria è già tremolante per il calore della superficie del terreno, sarà una giornata torrida. Sul binario, la solita gente, aspetta. C’è meno gente del solito, le scuole sono chiuse e in molti sono già in ferie, beati loro. Non mi rendo nemmeno conto di come sono arrivata qui, sul punto dove ogni mattina aspetto il treno, ho utilizzato il mio pilota automatico. Al mio fianco, su una panchina, due ragazze leggono. Accanto alla panchina, oggi, noto una presenza insolita: un paio di scarpe.

Sono scarpe da ginnastica, ma non di quelle alla moda, anzi, diciamo, un po’ bruttine. Sono molto consumate: i lacci sono tutti arrotolati, sono stati legati e sciolti un sacco di volte, sembra. La superficie di pelle, originariamente bianca, adesso è grigia, in molti punti sciupata e, soprattutto nella parte anteriore, tutta screpolata.   Devono aver fatto molti chilometri, quelle scarpe.  Chissà se a piedi o di corsa, sull’asfalto oppure, magari, tra i ciottoli di una stradina di campagna. Chissà, forse hanno scalato delle montagne. Oppure, forse, tutte quelle screpolature sono dovute alla salsedine, per aver corso chilometri e chilometri lungo una spiaggia.

La loro posizione non è casuale e nemmeno statica. Non sembrano proprio due scarpe buttate via, abbandonate. Sono quasi allineate, guardano verso il binario due, all’incirca come le  molte altre scarpe che stanno aspettando il treno lungo il marciapiede, comprese le mie. La destra è leggermente più avanti della sinistra, le punte sono un po’ in fuori. Pare che abbiano una propria identità e che stiano per scattare da un momento all’altro. Chissà, dove vorranno andare?

Arriva il treno, la mia attenzione si distrae da questa insolita visione mattutina. Salgo i gradini, entro nella carrozza, mi siedo. Attraverso il vetro del finestrino vedo di nuovo le scarpe. Il treno riparte, per un attimo mi pare di percepire un loro movimento, un breve scatto. Ma è solo per un istante, mi accorgo subito che è un effetto beffardo del moto relativo.

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4 thoughts on “Dove vorranno andare?

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