Colonna sonora del pendolare – parte 2

La quotidianità del pendolare talvolta può assumere aspetti un po’ surreali… Una mattina di qualche tempo fa, arrivata alla stazione intermedia in cui solitamente cambio treno, ad accogliermi non c’è  la consueta caffettiera arrugginita a gasolio, ma un nuovissimo Minuetto appena spacchettato, lucido, all’interno del quale regna un gradevole odore di vernice fresca e silicone, tipico delle cose nuove, insolito per le mie narici. “Che bello! Forse si inizierà a viaggiare in modo decente, finalmente!” Pia illusione… in realtà già il giorno dopo lo sferragliante trenino arrugginito aveva ripreso il suo posto e il sogno era svanito.

Comunque, tornando a quella mattina, salgo contenta sul Minuetto e, appena seduta, inizio a lavorare con il computer. Accanto a me ci sono tre studenti universitari: due ragazzi e una ragazza, concentrati sui loro appunti, dato che è un periodo di esami.

Il primo evento surreale della mattina si verifica quando la voce meccanica dell’”Omino di Trenitalia” (è il nome che ho dato alla voce automatica che nelle stazioni e sui treni proclama gli annunci) inizia a elencare le varie stazioni intermedie e il tempo previsto di arrivo: l’altoparlante è evidentemente regolato un po’ male, visto che ha un eco pazzesco, sembra di sentire il Papa in piazza S. Pietro la domenica mattina.

Una volta partiti, il trenino nuovo fiammante inizia ad avventurarsi sulla scalcinata linea regionale. Forse un trenino così bellino meritava una linea un po’ meglio, non lo so, forse non se la sente di percorrere quel tragitto, sta di fatto che dopo poco iniziano delle fastidiosissime vibrazioni nella direzione di marcia, a frequenza molto bassa, di entità tale da dover chiudere il computer, visto che il monitor oscilla in modo innaturale e, oltre a non riuscire a leggere, ho paura che si rompa proprio.

Metto via il computer e inizio a leggere il mio librino.

Nella stazione successiva salgono quattro ragazze rom, con le loro gonne variopinte e le lunghe trecce nere, che si siedono nei seggiolini dietro al mio. Il treno riparte e ricomincia il solito moto di shaker avanti e indietro. Lentamente, appena accennato, una delle quattro ragazze intona un canto struggente. Man mano che  procediamo il volume aumenta. Il ritmo della musica è sincrono con le oscillazioni del treno,  la melodia è monotona e, pur non essendo esperta di musica etnica, mi pare un po’ stonata. Insomma, una vera goduria per le orecchie. I tre ragazzi si distraggono sempre più spesso dagli appunti, a uno scappa da ridere, gli altri due sono un po’ infastiditi. Le tre amiche della nostra cantante commentano rumorosamente la performance. Immagino che nella loro lingua le dicano di smettere, visto che è stonata come una campana. Invece temo che non sia così, dato che dopo poco una seconda si unisce al canto per dar vita a un simpatico duetto, il cui volume ha raggiunto svariati decibel. Il canto assume natura polifonica, le stonature si sommano tra loro e si combinano con il movimento oscillatorio della carrozza. In certi momenti il canto sembra spengersi, ma dopo un attimo di silenzio, all’improvviso, riparte piu` forte di prima. Adesso sono in tre.

I tre studenti rinunciano agli appunti, non è proprio la mattinata adatta per lo studio. Uno dei tre, disperato, si getta in ginocchio nel corridoio e inizia a supplicare: “Vi prego! Non ce la faccio più! Devo studiare, ho un esame tra due ore, almeno abbassate il volume!”. Le tre ragazze si mettono a ridere, smettono per un po’, ma non ce la fanno proprio a stare zitte e buone e ricominciano a cantare, anche se più piano. E così, con questa bella colonna sonora, arriviamo a destinazione. Scendo dal treno con un po’ di sollievo per i miei timpani, ma anche con un pizzico di invidia per queste quattro ragazze che, alle sette di mattina, hanno già voglia di cantare.

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One thought on “Colonna sonora del pendolare – parte 2

  1. Complimenti, davvero, io sarei scappata in altro vagone. 7 del mattino e canti già non vanno d’accordo, se poi i canti sono stonati la tragedia è dietro l’angolo. Mi sembra che il ragazzo che si è gettato per terra in preghiera, abbia dimostrato molto senso dell’umorismo e tolleranza. Complimenti a entrambi.

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