Tempi post-moderni

Come ho già detto in precedenza, viaggiare su un treno regionale frequentato da pendolari da` interessantissimi spunti antropologici e sociologici, le persone e le conversazioni sono lo specchio dell’attuale società, uno specchio per fortuna schietto, senza i filtri che solitamente vengono aggiunti nei servizi dei vari tg per far pendere l’opinione di chi guarda o ascolta da una parte o dall’altra.

Alcuni giorni fa dovevo recare a una riunione nel pomeriggio, il treno che ho preso era quello scelto da un numeroso gruppo di studenti universitari che evidentemente avevano avuto lezione la mattina e che stavano tornando a casa. Un po’ infastidita da tutta quella ressa di giovanotti rumorosi ho preso dalla borsa il mio libro e ho iniziato a leggere, tentando di estraniarmi dalla confusione. Ma non ce l’ho fatta perché il dialogo tra i ragazzi che erano seduti dietro di me era a volume troppo elevato e tutto sommato l’argomento della conversazione era abbastanza interessante. I nomi delle persone in questione, che riporto di seguito sono inventati, non tanto per la privacy, ma perché me li sono dimenticati..

“Ma il Grossi poi che fa, si è iscritto all’università o no?”

“Io sapevo che si era preso un anno di pausa per decidere se andare avanti o smettere”

“Come, non lo sapete? Ha combinato un casino. Me lo ha detto il Picchi che abita vicino a lui”

“Che cosa è successo?”

“In pratica, è stato un anno senza fare niente, senza studiare e nemmeno cercare un lavoro, sempre a casa a cazzeggiare sul computer, poi la sera fuori con gli amici e la domenica allo stadio a fare casino, perché a lui del calcio non gliene frega niente.”

“Per un anno? Accidenti!”

“Sì poi però la sua mamma si è arrabbiata e gli ha detto di andare a cercarsi un lavoro perché` così non si andava avanti.”

“Giustamente direi”

“Sì ma allora sai che ha combinato? Tutte le mattine per sei mesi  partiva da casa dicendo alla mamma che andava a cercare lavoro, ma in realtà si trovava a casa del Marini a giocare alla playstation”

“Per sei mesi? Assurdo!”

“Poi la sua mamma se n’è accorta e ha fatto un casino…”

“Ci credo, se fosse stato il mio figliolo, lo avrei riempito di botte!”

“Gli ha detto che il lavoro glielo trovava lei e una settimana dopo l’ha obbligato ad andare a un colloquio con una persona che conosceva, ma lui sai che ha fatto? Ha sbagliato strada, si è perso e ha fatto tardi. L’appuntamento è saltato e al lavoro hanno preso un altro.”

“E allora la sua mamma?”…

Non so com’è andata a finire la storia perché sono dovuta scendere dal treno. Chissà se il nostro amico ha incontrato il grillo parlante, o più probabilmente un gatto e una volpe, se ha trovato la fata turchina o è stato inghiottito da una balena.

A questi ragazzi piacerebbe vivere per sempre nel paese dei balocchi, e purtroppo la società attuale glielo consente. Com’è possibile tollerare che un ragazzo di vent’anni, nel pieno delle sue capacità fisiche e intellettuali, possa prendersi delle pause di riflessione di mesi o anni, vivendo a carico dei genitori, senza impegnarsi in niente di utile?

Che cosa succederà al Grossi? Proviamo a immaginare il finale della storia. Che ne dite di un bell’happy end all’americana? No dai, per una volta facciamo l’happy end all’italiana.

Grazie alla mamma, che conosce un dirigente di un’azienda partecipata, perché seguono lo stesso corso in palestra, riuscirà a trovare un lavoro a tempo indeterminato, uno stipendio ottimo e responsabilità pressoché nulle (dareste voi delle responsabilità a una persona del genere?). Un bell’ufficio in un palazzo moderno, con grandi finestre, aria condizionata e piante rigogliose, come tutte le mamme sognano per il proprio figlio. Ogni mattina si recherà al lavoro con il suo nuovo SUV super accessoriato, passerà la giornata prevalentemente su Facebook, qualche volta preparerà una presentazione Power Point per qualche convegno inutile.

O meglio, se la farà preparare dalla sua segretaria, una dimessa e magrolina ragazza di ventiquattro anni, con due spessi occhialoni, appena laureata con centodieci e lode, assunta come interinale, ma che è contenta così,  perché vuole fare il dottorato, magari all’estero, che là ci sono più possibilità per le persone brave-davvero.

E il Grossi? Prendendo qualche tessera giusta far\`a anche un po’ di carriera, entrerà in politica e diventerà deputato. La sua mamma sarà contenta, di non averlo  più sulle sue spalle. E’ vero, adesso è sulle nostre.

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